Quarto d'Altino

Quarto d'altino

Quarto d'Altino si è chiamato per secoli San Michele de Quarto, dove Quarto sta per il quarto miglio romano, che lo separava e separa tuttora dall'antica città, Altino. Solo nel 1946, con l'avvento della Repubblica Italiana, assunse la denominazione di Quarto d'Altino, rifacendosi al nobile passato.

Di Altino rimane ora l'importante sede museale nazionale, ricca di reperti marmorei romani, vetrine nelle quali è possibile ammirare corredi tombali paleoveneti, stupendi vasi in vetro, anfore originali, colonne, frammenti di statue e busti.

Ma nelle affascianti sale del museo è anche possibile ammirare coppe decorate di varie forme e colori, anelli d'ambra, bronzi, collane di perle, resti di pavimenti in mosaico e un'area circostante di scavi, che attestano la città di Altino quale scalo per navi romane in Alto Adriatico.

 

Di Altino c'è ancora da sottolineare la bellezza bucolica della zona, dove lo sguardo può attraversare la quiete della laguna veneziana e vedere, tra la celestina atmosfera estiva, Venezia, Torcello, Burano, Murano e godere ancora la presenza di un verde profumato di mentuccia.

Colorati e profumati fiori spontanei sugli argini del Siloncello e osservare, tra alberi secolari, l'inizio della strada romana Claudia Augusta Altinate, che i soldati romani percorrevano a piedi dopo essere sbarcati dalle navi per raggiungere dapprima San Michele del Quarto e, attraversando poi il piccolo ponte romano sul fiume Sile, i paesi Danubiani e la Germania.

Il Capoluogo

Quarto d'altino

Oggi le quattro miglia si coprono, in auto, in poco tempo per giungere al capoluogo, dove un'espansione edilizia moderna ha quasi cambiato il volto al paese.

Quarto d'Altino (7.500 abitanti circa) si colloca tra i paesi della gronda lagunare, nell'area metropolitana di Venezia.

Dotato di un'uscita autostradale e di stazione ferroviaria della tratta Venezia-Trieste, un appropriato criterio urbanistico ha fatto sì che la zona industriale del paese, strutturata in grandi magazzini, piccole imprese artigiane, insediamenti commerciali all'ingrosso, soccorso stradale, ecc., sia nata in territorio distanziato dal centro e ciò consente una vita del paese a misura d'uomo.

I satelliti urbani di Quarto d'Altino sono alcune località di grande interesse: Portegrandi, Trepalade, Altino, San Michele Vecchio, Crete.

 

 

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Frazioni e Località

 

Portegrandi

La frazione di Portegrandi è d'antica origine, antecedente a San Michele, e presenta oggi un moderno insediamento urbano.

Adagiata vicino al fiume Sile, è comodissima alle strade di collegamento con Mestre, Jesolo, San Donà di Piave ed è sede di connessione con la laguna di Venezia per mezzo di quelle che in passato si chiamavano "Porte grandi", vale a dire un ingegnoso sistema idraulico, progettato, pare, da Leonardo da Vinci.

Questa "Conca" o ''Vaso'', permette ai natanti diretti in laguna, e provenienti dal Sile, di superare il dislivello acqueo sostando nella "Conca', dove, in poco tempo, il riempimento della stessa consente il livellamento d'acqua e quindi con l'apertura delle porte, i natanti possono passare nell'ampio canale SiIone e raggiungere la meravigliosa laguna veneziana, autentico sito naturale, unico e originale.

La chiesa parrocchiale è dedicata a San Magno Vescovo.

Portegrandi, deriva il proprio nome dall'operazione idraulica realizzata nel 1674·1684, deviando il fiume Sile sul letto della Piave Vecchia, mediante il Taglio del Sile; per mantenere navigabile il vecchio corso del fiume vennero allora costruite le "Porte Grandi" del Sile.

 

San Michele Vecchio

La località di San Michele Vecchio è il sito primitivo del paese di Quarto d'Altino. Sito d'importanza storica, che lo fa risalire presumibilmente all'età longobarda, per la particolarità del nome San Michele, santo guerriero venerato dai Longobardi.

Dal prossimo sviluppo urbanistico sarà comunque salvaguardato un ambiente naturale di boschetto, denominato scientificamente ansa del Sile, zona umida.

Il sito è di modeste dimensioni, ma d'indubbio interesse botanico, floristico, ornitologico, entomatologico, vegetazionale. Vi nasce un raro fiore carnivoro (utricularia vulgaris), che vive in acqua e si ciba di piccoli insetti che si posano sui petali gialli muniti di vescicole.

Sono ancora esistenti in questa contrada o colmelo, come si denominava anticamente, alcune costruzioni a ridosso del Sile, quali il cosiddetto "Tribunale", che fu la prima sede comunale e la scuola. Esisteva anche una chiesa dedicata a San Michele Arcangelo. L'edificio era piuttosto piccolo, a navata unica, con annesso il cimitero e a fianco il campanile con tre campane.

Di tutto l'arredo interno rimane solo un'acquasantiera a muro, attualmente fissata alla parete destra dell'attuale chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo a Quarto d'Altino.

Esiste ancora la vecchia canonica (ricostruita dopo il 1750), la cui facciata e ampiezza della costruzione, con scala e marmi interni originali, lascia intendere la bellezza dell'originale chiesetta.

 

Museo Archeologico di Altino

 

La "scoperta" archeologica di Altino risale agli ultimi decenni del secolo scorso, con i lavori di bonifica. La maggior parte dei rinvenimenti andò ad arricchire la collezione privata della famiglia De Reali e in parte il museo dell'Estuario di Torcello. Nel 1960 la Soprintendenza Archeologica diede awio a regolari campagne di scavo e istituì il Museo Archeologico di Altino, un piccolo antiquarium di due sale.

 

Nella prima sala sono conservati resti di monumenti funerari ed elementi architettonici provenienti dall'abitato. Le vetrine al centro della sala contengono corredi tombali della necropoli della Via .Annia, con splendidi vetri policromi. Nel pavimento sono stati sistemati due mosaici di abitazioni.

La seconda sala espone in gran parte resti funerari e un piccolo numero di frammenti architettonici dell'abitato; nelle vetrine centrali corredi tombali paleoveneti e nel pavimento altri due mosaici. Sotto il portico, che costeggia per tre lati la piazza della chiesa, sono collocati altri resti funerari provenienti per la maggior parte dalla necropoli della Via Annia. AI di là della strada si può vedere un'area archeologica, dove sono ancora in corso gli scavi.

 

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